Bergamo,(martedì 7 ottobre 2025) — Pronta ad accogliere clienti, ma impossibilitata ad aprire: la nuova lavanderia Lavacity in via Moroni a Bergamo è ferma da quasi undici mesi per un semplice cavo da allacciare, necessario all’aumento della potenza elettrica. Il titolare, Javier Delgado Chirino, denuncia ritardi e silenzi che stanno bloccando l’attività e causando ingenti costi.
di Paola Capitanio
Tutto era pronto da tempo: locali a norma, macchinari installati e collaudati, permessi comunali ottenuti. Mancano solo i lavori di E-Distribuzione, richiesti a novembre 2024 e mai completati. La società elettrica ha giustificato il ritardo con problemi della ditta esterna incaricata, senza però fornire dettagli concreti. Il lavoro necessario consiste semplicemente nell’aprire una sezione di strada, stendere un cavo e collegarlo al negozio.
Nonostante PEC, solleciti via mail e telefonate, sopralluoghi e una conciliazione con Arera avvenuta a settembre, la situazione resta ferma, con una nuova conciliazione fissata al 14 ottobre. Nel frattempo, Delgado Chirino deve sostenere spese fisse, tra cui affitto mensile di 900 euro e bollette, senza poter aprire e generare ricavi. L’investimento supererebbe i 100.000 euro.
«Non si tratta solo di un problema economico – sottolinea il titolare – ma di dignità e logica. Ho progettato un’attività utile al quartiere, con area pet e prodotti ecologici, pensata anche per famiglie e piccole imprese». La lavanderia è infatti l’unica nell’area per circa un chilometro e mezzo, e la comunità locale attende con curiosità l’apertura.
E-Distribuzione ha assicurato un rimborso dei danni per il ritardo, ma solo una volta completati i lavori, il cui calendario viene continuamente posticipato. Delgado Chirino conclude: «La mia storia merita di essere raccontata, non solo per me, ma per tutti coloro che provano a fare impresa rispettando le regole e si trovano di fronte a un muro di invisibilità e mancanza di responsabilità».
Last modified: Ottobre 8, 2025


