San Pellegrino Terme, (domenica 27 luglio 2025) — Un secco “no” è arrivato dalla Regione Lombardia alla possibilità di esporre le salme nelle chiese, ma per le comunità montane bergamasche la questione è tutt’altro che chiusa. La Direzione dell’assessorato al Welfare ha ribadito che la normativa regionale del 2022 non prevede deroghe per i Comuni montani e che l’osservazione delle salme può avvenire in luoghi già ampiamente previsti dalla legge. Tuttavia, la richiesta di revisione è stata avanzata con forza da numerosi sindaci e resta ora un fronte aperto in termini politici.
di Paola Capitanio
Tutto è nato da una segnalazione contro il Comune di San Pellegrino Terme, accusato da altri enti locali di non rispettare le disposizioni regionali e dell’Ats che vietano l’uso degli edifici di culto per la veglia funebre. Un’osservazione che ha scatenato la reazione delle Valli Brembana e Seriana, dove la pratica di esporre le salme in chiesa è ancora profondamente radicata nelle tradizioni locali.
Dopo che la questione è approdata al Pirellone, la Regione ha risposto richiamando il rispetto della normativa vigente, secondo cui le sedi appropriate per l’osservazione della salma sono l’abitazione del defunto o dei familiari, le strutture sanitarie, le case funerarie e i depositi comunali.
Nonostante ciò, il presidente della Comunità montana Val Brembana, Valeriano Bianchi, non demorde: «Quella regionale è una risposta tecnica, ma il confronto politico è ancora in corso. A settembre torneremo sul tema con i nostri rappresentanti al Consiglio regionale». Sulla stessa linea il consigliere Jonathan Lobati, che apre alla possibilità di modificare la legge: «La partita è aperta».
Il dibattito resta acceso tra il rispetto della normativa e la difesa di un rito profondamente identitario per le comunità locali.
Last modified: Luglio 28, 2025


