Bergamo, (mercoledì 3 settembre 2025) — Il sistema sanitario lombardo è in grave difficoltà, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Gimbe. I dati rivelano che tra il 2022 e il 2023 la Regione ha perso 14 posizioni nella capacità di rispettare i Livelli essenziali di assistenza (Lea), risultando la seconda peggiore in Italia dopo la Basilicata. La situazione ha provocato reazioni dure da parte dei consiglieri regionali del Partito Democratico.
di Paola Capitanio
Davide Casati, consigliere regionale bergamasco e membro della Commissione sanità, commenta i numeri definendo la situazione «una crisi certificata dai dati, che denunciamo da tempo». Il crollo registrato dalla Lombardia rappresenta un arretramento senza precedenti e mette in luce le criticità di un modello sanitario centrato sugli ospedali, che, secondo Casati, non risponde ai bisogni dei cittadini. «I tempi di attesa sono un insostenibile ricatto: chi può, paga privatamente per evitare mesi o anni di attesa», sottolinea il consigliere dem.
Alla base della crisi, spiega Casati, vi è una visione strategica errata: «La sanità lombarda ha seguito un modello ospedalocentrico che non funziona. Occorre ricostruire il servizio a partire dal territorio, rafforzando assistenza domiciliare e servizi di prossimità».
Il Partito Democratico lombardo ha già predisposto una risposta concreta: una proposta di legge di iniziativa popolare, sostenuta da oltre 100mila firme, che sarà discussa nelle prossime settimane in Consiglio Regionale. L’obiettivo è invertire la rotta negativa evidenziata dal rapporto Gimbe e garantire tempi di risposta più rapidi e servizi più efficaci ai cittadini.
Casati lancia inoltre un appello alla maggioranza: «È un’opportunità che non può essere sprecata. Serve un cambiamento reale, non solo promesse». Il dibattito sulle riforme sanitarie si preannuncia intenso, con i numeri del Gimbe a fare da spartiacque tra la gestione attuale e le proposte alternative per il futuro della sanità lombarda.
Last modified: Settembre 5, 2025


