Bergamo, (mercoledì 6 agosto 2025) — Trentadue cittadine bergamasche hanno scritto una lettera ad Atb per denunciare i disagi causati dalla drastica riduzione del servizio di trasporto pubblico nella settimana di Ferragosto. Il messaggio è chiaro: la razionalizzazione è comprensibile, ma non può trasformarsi in isolamento.
Di Paola Capitanio
L’estate 2025 porta con sé polemiche bollenti sul fronte dei trasporti urbani. A far scattare la protesta è stata la decisione di Atb di tagliare in modo drastico le corse dei mezzi pubblici, con attese che – secondo le firmatarie della lettera – arrivano fino a 80 minuti tra un passaggio e l’altro.
«Siamo consapevoli che in estate le esigenze cambiano – scrivono – ma questa riduzione va oltre ogni logica, con ricadute pesanti per chi non ha alternative di mobilità».
A soffrire maggiormente sono gli anziani e le persone fragili, che usano i mezzi per visite mediche, commissioni quotidiane o semplicemente per uscire nelle ore meno calde. «Costringerli ad attendere per tempi così lunghi, spesso sotto il sole, è inaccettabile e pericoloso», si legge nella lettera.
Le cittadine non contestano in toto la rimodulazione estiva, ma chiedono buon senso e una programmazione che tenga conto della realtà dei bisogni urbani. La richiesta principale è che venga ripensata la frequenza, anche serale, per evitare di lasciare intere fasce di popolazione senza un servizio minimo.
L’appello è stato inviato ad Atb, al Comune di Bergamo e ad altre autorità competenti, con la speranza che ci sia un’immediata revisione delle decisioni prese.
«La mobilità pubblica è un diritto, non un lusso da concedere a intermittenza», concludono le firmatarie. Ora la palla passa ad Atb: ascolterà la voce delle cittadine?
Last modified: Agosto 7, 2025


