Bergamo, (venerdì, 1 agosto 2025) — In risposta all’ondata mediatica legata all’inchiesta che coinvolge la Vitali Spa, l’Amministrazione comunale di Bergamo prende le distanze e chiarisce la natura dei rapporti con l’azienda, attiva in città su due importanti progetti di riqualificazione urbana: l’ex Centro Servizi e l’area ferroviaria di Porta Sud.
di Paola Capitanio
Il chiarimento arriva a seguito del sequestro preventivo che coinvolge i fratelli Massimo e Cristian Vitali, accusati di bancarotta fraudolenta. Il Comune, in una nota ufficiale, afferma: «Non è in essere alcun contratto di appalto con la Vitali Spa». Entrambe le operazioni urbanistiche in cui è presente il gruppo – sottolinea l’Amministrazione – sono frutto di procedure pubbliche promosse da soggetti terzi.
L’ex Centro Servizi, abbattuto nel febbraio 2024, era di proprietà della Cassa depositi e prestiti ed è stato poi acquisito dalla Vitali Spa tramite evidenza pubblica. Il Comune evidenzia come l’accordo urbanistico stipulato abbia ridotto del 70% la volumetria edificabile e previsto opere pubbliche pari a cinque volte il valore degli oneri di urbanizzazione, tra cui la nuova piazzola ecologica.
Anche per Porta Sud, nodo cruciale per il futuro trasporto intermodale del territorio, la Vitali Spa è intervenuta a seguito di una procedura di selezione indetta da Sistemi Urbani (gruppo Ferrovie dello Stato). L’intervento prevede la nuova stazione ferroviaria e una stazione del trasporto pubblico locale, finanziate in parte con fondi europei.
«I provvedimenti della magistratura non sembrano al momento limitare l’operatività della società – conclude il Comune –. Siamo fiduciosi nella giustizia e attendiamo gli sviluppi dell’indagine». Un modo per ribadire che, pur coinvolta nei progetti, la Vitali Spa non agisce sotto mandato diretto del Comune.
Last modified: Agosto 4, 2025


