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Fiera di Sant’Alessandro 2025: tra ritorni, assenze e sfide per il futuro dell’agricoltura

Bergamo, (giovedì 28 agosto 2025) — Dal 5 al 7 settembre, i padiglioni di via Lunga a Bergamo torneranno a ospitare la storica Fiera di Sant’Alessandro, una delle rassegne più rilevanti per il mondo agricolo lombardo e non solo. Dopo lo stop del 2024 dovuto all’emergenza della “lingua blu”, la manifestazione riparte con un programma ricco e diversificato, che mette insieme animali, macchine agricole e innovazione tecnologica.

di Paola Capitanio

Quest’anno il ritorno dei bovini segna un passaggio simbolico importante: saranno di nuovo presenti nelle aree espositive, insieme a cavalli, asini, ovicaprini, cani e colombi ornamentali. A mancare, invece, saranno i maiali, la cui assenza segna una novità non secondaria. In oltre 40 mila metri quadrati, la Fiera si prepara ad accogliere operatori del settore, famiglie e curiosi, con l’ingresso gratuito nella giornata inaugurale del 5 settembre.

Accanto alle tradizioni, l’edizione 2025 punta con decisione sul futuro. Oltre a trattori e macchinari imponenti, i visitatori troveranno droni per il monitoraggio dei terreni, robot per la gestione delle stalle e software di intelligenza artificiale dedicati all’agricoltura sostenibile. Una delle iniziative più attese è lo “Spazio Innovazione AgriTech”, sportello pensato per supportare le imprese agricole nel processo di transizione tecnologica.

Non solo macchine, però. La fiera diventa anche terreno di confronto sui temi etici e sociali che attraversano il settore. La presenza del garante comunale dei diritti degli animali, Angelo Maestroni, introduce un messaggio forte: gli animali non come oggetti, ma come esseri da tutelare e rispettare. Sul fronte opposto, il direttore di Confagricoltura Bergamo, Enzo Ferrazzoli, ricorda il ruolo fondamentale degli allevamenti intensivi per garantire qualità e quantità nei prodotti tipici italiani.

Un dibattito che mette in luce la tensione tra modelli agricoli diversi, ma complementari. Come sottolinea il vicesindaco Sergio Gandi, la fiera non è solo esposizione, ma anche memoria e tradizione: un modo per avvicinare la comunità urbana al mondo rurale, senza dimenticare le sue radici.

In questi tre giorni, Bergamo diventa così un osservatorio privilegiato su ciò che mangeremo – e su come lo produrremo – nei prossimi anni.

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Last modified: Agosto 29, 2025
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