Bergamo, (venerdì 5 settembre 2025) — L’industria automotive europea vive una fase critica, mentre la Commissione europea si prepara a riunirsi il 12 settembre per discutere del futuro del settore. Nel frattempo, l’alleanza delle regioni europee dell’automotive, guidata dalla Lombardia, denuncia di essere stata esclusa dal tavolo delle trattative, con il rischio di mettere a repentaglio 13 milioni di posti di lavoro in tutta Europa, di cui 300mila solo in Lombardia.
di Paola Capitanio
L’assessore lombardo Guido Guidesi non nasconde la preoccupazione: “Se non si interviene, assisteremo al più grande suicidio industriale della storia europea”. Le regioni chiedono neutralità tecnologica e maggiore flessibilità nelle strategie per la mobilità sostenibile, criticando l’approccio europeo basato esclusivamente sull’elettrico, che avrebbe favorito i produttori cinesi di batterie e componentistica.
Nei giorni scorsi, l’Assemblea delle regioni dell’automotive si è riunita a Monaco di Baviera per discutere alternative, come l’impiego dei biocarburanti e altre soluzioni tecnologiche che possano garantire sostenibilità senza compromettere il motore endotermico e i posti di lavoro. “I biocarburanti sono nati in Lombardia e la loro evoluzione potrebbe salvare molte aziende e lavoratori”, sottolinea Guidesi.
La Lombardia, principale regione manifatturiera europea, è in prima linea: il 70% delle aziende della filiera è a rischio. La criticità riguarda non solo i grandi costruttori, ma anche fornitori e componentisti, incapaci di convertire rapidamente la produzione all’elettrico. Le regioni hanno presentato proposte scientificamente documentate e approvate dal Partito Popolare Europeo, ma la Commissione europea non ha ancora risposto concretamente.
Guidesi avverte: “Non c’è più tempo di tergiversare. O si decide ora di salvare l’automotive europeo, o il settore sarà irrimediabilmente compromesso. Serve realismo, non solo annunci”. L’urgenza cresce e la pressione sul mercato non concede più margini: la Lombardia potrebbe presto portare la questione direttamente a Bruxelles, per chiedere interventi immediati e salvaguardare migliaia di posti di lavoro.
Last modified: Settembre 8, 2025


