Neet in calo: Bergamo modello di inclusione giovanile
(Bergamo, mercoledì 23 luglio 2025) — La provincia di Bergamo si conferma una delle realtà più virtuose in Italia e in Europa nella lotta al fenomeno dei Neet, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano. Secondo i dati 2024, il tasso di Neet nel territorio è sceso all’8,4%, ben al di sotto della media lombarda e quasi dimezzato rispetto a quella nazionale (15,2%). Un risultato che evidenzia l’efficacia delle politiche locali di integrazione tra scuola, formazione e mondo del lavoro.
Di Paola Capitanio
Il calo non è episodico: si tratta del quarto anno consecutivo in cui Bergamo registra una flessione del fenomeno. Il risultato migliore si era già visto tra 2021 e 2022, con un -3,5%. Ma anche nel 2024 la tendenza è positiva, con un miglioramento significativo anche sul fronte del divario di genere.
Per la prima volta, il tasso femminile bergamasco (10,3%) è inferiore alla media regionale, mentre quello maschile scende al 6,6%, confermando la solidità del sistema locale. Un segnale incoraggiante anche per le politiche di parità, da tempo al centro del dibattito istituzionale.
Bergamo conquista così il terzo posto in Lombardia per minor tasso di Neet, dietro a Lecco e Monza Brianza, e si allinea alla media europea dell’11,1%, distaccandosi nettamente dal quadro nazionale.
«È un risultato importante – commenta Giovanni Zambonelli, presidente della Camera di Commercio – ma non possiamo abbassare la guardia. Servono continuità e investimenti per consolidare questi numeri e rafforzare il legame tra istruzione e impresa».
Il percorso è tracciato: Bergamo dimostra che è possibile trattenere i giovani offrendo loro opportunità concrete e prospettive solide.
Last modified: Luglio 24, 2025


