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Treno fermo in Ucraina durante i bombardamenti: tra i volontari italiani anche venti bergamaschi

Bergamo, (lunedì, 6 ottobre 2025) — Momenti di grande paura per un gruppo di volontari italiani rimasto bloccato per oltre due ore su un treno in Ucraina, a causa di un bombardamento russo nei pressi di Leopoli. Tra i passeggeri c’erano anche una ventina di bergamaschi, tra cui il sindaco di Bonate Sopra, Matteo Rossi, e il caporedattore de L’Eco di Bergamo, Andrea Valesini. Il gruppo stava rientrando da una missione umanitaria organizzata dal Movimento europeo di azione nonviolenta (Mean).

di Paola Capitanio

L’allarme è scattato intorno alle 5 del mattino di domenica 5 ottobre, quando le app di segnalazione antiaerea utilizzate in Ucraina hanno iniziato a inviare notifiche di attacchi in corso. Secondo quanto raccontato da Matteo Rossi, i bombardamenti – condotti con droni, missili da crociera e bombe a grappolo – erano diretti principalmente contro impianti e infrastrutture energetiche in vista dell’inverno.

«Attorno al nostro convoglio pesanti e continue esplosioni, il cielo illuminato a giorno e il fumo ovunque», ha descritto Rossi, spiegando che il treno è stato costretto a fermarsi nei pressi di Leopoli per circa due ore. Il personale, probabilmente in contatto con le autorità militari, ha deciso di non far scendere i passeggeri per poter ripartire rapidamente in caso di necessità.

Fortunatamente, nessuno dei volontari è rimasto ferito. Dopo ore di tensione, il convoglio è riuscito a riprendere la marcia verso la Polonia, dove il gruppo ha poi preso un volo per Orio al Serio.

«La resistenza ucraina ci ha salvato anche questa notte – ha scritto Rossi sui social –. Noi torniamo a casa, ma loro continuano a vivere nel terrore quotidiano. L’Europa deve essere al loro fianco, anche con i Corpi civili di pace».

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Last modified: Ottobre 8, 2025
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