Bergamo, (sabato 23 agosto 2025) — A Bergamo si accende il dibattito sul trasporto pubblico locale. Da un lato c’è Atb, azienda leader da oltre un decennio, dall’altro l’Agenzia Tpl, ente pubblico di garanzia. Al centro della disputa c’è il nuovo Piano di bacino, documento strategico che dovrà riorganizzare il servizio su tutta la provincia.
di Paola Capitanio
Atb, con oltre 25 milioni di passeggeri trasportati nel 2024 (di cui 2 milioni sulle funicolari e 3,2 milioni sul tram), rivendica la propria centralità. L’azienda ha investito negli anni in nuove linee e tecnologie, come la linea T2 verso la Valbrembana e la flotta di bus elettrici e-Brt, chiudendo l’ultimo bilancio con un utile netto di oltre un milione. La strategia di Atb, quindi, punta a consolidare la propria posizione e a mantenere un ruolo dominante negli stanziamenti pubblici, inclusi quelli del Pnrr.
Dall’altra parte, l’Agenzia Tpl rivendica un ruolo super partes. «Il nostro compito è coordinare e garantire un servizio omogeneo su tutta la provincia», spiega il direttore Marcello Marino. L’ente mira a colmare le lacune nelle tratte più periferiche e a garantire che anche i comuni più piccoli possano contare su collegamenti di qualità comparabile a quelli del capoluogo. La proposta dell’Agenzia ha suscitato osservazioni da parte di Atb e di altre realtà del territorio, e il confronto resta tutt’altro che sereno.
Per gli utenti, la disputa tra aziende e enti pubblici rischia di tradursi in incertezze: modifiche a corse, orari e percorsi potrebbero arrivare nei prossimi mesi, prima che il Piano di bacino venga approvato dall’Assemblea e da Regione Lombardia. Nel frattempo, passeggeri e pendolari osservano da vicino le scintille fra chi gestisce il servizio e chi ne dovrebbe garantire l’equità.
Last modified: Agosto 24, 2025


