Bergamo, (martedì 29 luglio 2025) – Quattro arresti e cinque denunce: è il bilancio dell’operazione “Yolcu”, condotta dalla Squadra Mobile di Bergamo con il coordinamento della Procura. L’indagine ha smantellato un presunto traffico illegale di migranti provenienti dal Kurdistan turco e un sistema di riciclaggio di denaro legato ad attività commerciali locali, tra cui un kebab situato in Borgo Santa Caterina.
di Paola Capitanio
L’inchiesta ha preso avvio nel 2023, a seguito dell’anomala impennata di richieste d’asilo politico da parte di cittadini turchi presso l’Ufficio Immigrazione di Bergamo. Da lì, è partita una complessa attività investigativa che ha portato alla scoperta di una rete organizzata, accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con l’aggravante della transnazionalità, oltre che di riciclaggio di denaro.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione – composta da cittadini di etnia curda residenti in provincia – si occupava del trasporto illecito di migranti lungo la rotta balcanica. I viaggi iniziavano in Turchia, da dove i migranti venivano portati a Sarajevo via Istanbul. Da lì, il trasferimento avveniva su furgoni e camion attraverso la Bosnia e la Croazia, fino a raggiungere l’Italia attraverso il confine sloveno.
Gli arresti sono scattati questa mattina, martedì 29 luglio, in concomitanza con una serie di perquisizioni in abitazioni, locali commerciali e proprietà riconducibili agli indagati. Sono stati sequestrati tre veicoli utilizzati per il trasporto dei migranti e, secondo gli investigatori, parte del denaro ricavato dai viaggi clandestini veniva reimmesso nell’economia legale attraverso attività di ristorazione, in particolare kebab di proprietà o gestiti da membri del gruppo.
Le autorità hanno già tracciato almeno un centinaio di viaggi illeciti, ricostruendo un modus operandi ben rodato e un’organizzazione con ramificazioni in diversi Paesi europei. L’operazione rappresenta un duro colpo a una rete criminale transnazionale che sfruttava la vulnerabilità dei migranti per ottenere guadagni illeciti, nascondendo le attività dietro l’apparente normalità di esercizi commerciali locali. Le indagini proseguono per chiarire l’estensione del fenomeno e identificare ulteriori complici.
Last modified: Luglio 29, 2025


