Scritto da 4:31 am Bergamo, Cronaca, Top News

Sanità bergamasca a due velocità: dopo la Val Brembana, anche Treviglio insorge contro il piano regionale

Bergamo, (giovedì 7 agosto 2025) — Il piano investimenti 2025-2031 approvato da Regione Lombardia accende la protesta anche nella Bassa Bergamasca. Dopo le critiche sollevate dalla Val Brembana per l’esclusione del presidio di San Giovanni Bianco, ora è Treviglio a far sentire la propria voce contro un modello sanitario che sembra premiare alcuni ospedali a scapito di altri.

Di Paola Capitanio

Su un totale di quasi 8 miliardi di euro, la Bergamasca riceverà 317 milioni, ma solo quattro strutture beneficeranno dei finanziamenti: Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Pesenti-Fenaroli di Alzano Lombardo, Bolognini di Seriate e l’ospedale di Piario. Completamente tagliati fuori Treviglio e Romano di Lombardia, entrambi sotto l’Asst Bergamo Ovest, la più estesa del territorio.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Claudio Rozzoni, presidente dell’associazione Sanità per la Salute, ha denunciato un vero e proprio abbandono: «Nemmeno un euro per Treviglio e Romano. Dopo i servizi ridotti e la fuga di professionisti, ora ci precludono anche il futuro degli ospedali».

Un malcontento condiviso anche in Val Brembana, dove l’amministrazione di San Pellegrino Terme ha ricordato come San Giovanni Bianco fosse stato definito anni fa «l’ottava torre del Papa Giovanni». Oggi quella torre si realizza davvero, ma nel capoluogo, mentre la struttura brembana resta esclusa.

Il consigliere regionale Giovanni Malanchini (Lega) ha cercato di stemperare la tensione, spiegando che si tratta di un passaggio tecnico e non di nuovi stanziamenti, ma ha ammesso che «la Bassa è rimasta troppo indietro». Le parole non bastano però a placare la rabbia di un territorio che si sente dimenticato, mentre la frattura tra centro e periferia nella sanità regionale si fa sempre più evidente.

Condividi la notizia:
Last modified: Agosto 8, 2025
Close