Bergamo, (martedì 22 luglio 2025) — Si è trasformata in un vivace scontro politico la seduta straordinaria del Consiglio comunale di Bergamo, tenutasi lunedì 21 luglio a Palazzo Frizzoni, dove al centro del dibattito vi era la relazione pubblicata da Anac nel maggio 2024. Il documento evidenziava criticità nell’affidamento degli appalti da parte del Comune, tra cui l’invito ricorrente agli stessi operatori economici e il presunto frazionamento artificioso di commesse, pratica che consentirebbe di evitare gare pubbliche più ampie.
di Paola Capitanio
La maggioranza, per voce del consigliere Enrico Facchetti, ha difeso l’operato dell’ex Giunta Gori, sottolineando che i rilievi di Anac non configurano sanzioni né violazioni formali, ma raccomandazioni. «Non si può trasformare un documento tecnico in una sentenza morale», ha dichiarato Facchetti, ricordando anche il contesto emergenziale del Covid nel triennio 2020-2022.
A ribattere duramente è stato il consigliere di opposizione Andrea Pezzotta, che ha parlato di violazioni sistematiche del principio di rotazione e favoritismi. «Non si tratta di insinuazioni, ma di quanto scritto nero su bianco nel documento», ha affermato, sottolineando come determinati lavori — tra cui la potatura del verde e la manutenzione stradale — siano stati suddivisi in più appalti per evitare procedure pubbliche. Le sue parole hanno innescato un momento di bagarre in aula.
Il vicesindaco Sergio Gandi ha invitato alla prudenza, respingendo le accuse: «Si rischia di travisare quanto affermato da Anac. Nessuna inchiesta è in corso e il sistema di selezione tramite software esclude automaticamente chi ha appena lavorato». Secondo Gandi, l’analisi di Anac riguarda una porzione minima dell’attività del Comune e non è emersa alcuna responsabilità formale.
La polemica, tuttavia, è destinata a proseguire.
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Last modified: Luglio 23, 2025


