Zogno — Un enorme masso di circa sessanta quintali è precipitato questa mattina lungo via Ca’ Morone, la stretta arteria che collega la provinciale tra Sedrina e Brembilla alle contrade di Pamparato e Carnito, isolando di fatto una ventina di residenti. L’episodio, avvenuto il 17 novembre, ripropone un tema già emerso di recente con il distacco registrato a Ubiale Clanezzo e riaccende l’attenzione sui rischi idrogeologici dell’area, in particolare nei mesi autunnali in cui le precipitazioni indeboliscono i versanti più fragili.
di Paola Capitanio
Secondo le prime ricostruzioni, il blocco di roccia — un volume stimato di tre metri cubi — si sarebbe staccato dal pendio circa duecento metri sopra la sede stradale, precipitando fino a fermarsi sulla carreggiata. Nessuna persona è rimasta coinvolta nella caduta, ma le dieci famiglie che abitano nelle due contrade risultano ora irraggiungibili, con inevitabili disagi per spostamenti, servizi e rifornimenti.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area ed effettuato un primo sopralluogo per valutare la stabilità del versante. In supporto è stato inviato anche un elicottero da Varese, incaricato di sorvolare la zona e identificare eventuali ulteriori criticità. Durante la ricognizione aerea è stato individuato un secondo masso potenzialmente instabile, motivo per cui la strada è stata chiusa in via precauzionale fino a nuovi accertamenti.
Le autorità stanno valutando le modalità di rimozione del blocco e gli interventi necessari per ridurre il rischio di nuovi distacchi. Nel frattempo, proseguono i monitoraggi per garantire la sicurezza dei residenti e degli operatori chiamati ad agire sul posto. L’episodio mette nuovamente in evidenza la vulnerabilità di molte vie di montagna e la necessità di interventi strutturali mirati, specie in aree già note per precedenti frane o crolli.
Last modified: Novembre 18, 2025


