Bergamo, (giovedì 9 ottobre 2025) — Costretto dalle assenze e dai continui imprevisti di inizio stagione, Ivan Juric ha trovato nel caos una risorsa preziosa. L’allenatore dell’Atalanta, alle prese con infortuni e rotazioni forzate, ha potuto mettere alla prova ogni elemento della rosa, scoprendo solidità e talento anche dove nessuno li cercava.
di Paola Capitanio
La sosta di ottobre arriva per la Dea in un momento di bilanci interessanti. Juric ha dovuto ridisegnare la squadra più volte, ma dalle sue scelte — spesso obbligate — sono emerse certezze inattese. In difesa, Ahanor ha confermato di poter reggere la pressione del grande palcoscenico; a centrocampo, Bernasconi ha garantito equilibrio e intensità; mentre in attacco Sulemana ha portato dinamismo e gol. Persino Zappacosta e Djimsiti, dati da molti ai margini del progetto, si sono ritrovati protagonisti affidabili.
E tutto questo senza poter contare sui pienamente recuperati Ederson e Lookman, né sull’esplosione definitiva di Samardzic e Krstovic, comunque positivi quando hanno sostituito De Ketelaere e Scamacca.
Il quadro che ne emerge è quello di un gruppo più competitivo e consapevole, dove la gerarchia tra titolari e riserve si è fatta più fluida. Quando l’organico tornerà al completo, Juric potrà finalmente basarsi su criteri esclusivamente tecnici, avendo testato ogni opzione sul campo.
L’“emergenza” si è così trasformata in una palestra di crescita collettiva. L’Atalanta di Juric non è ancora al suo apice, ma ha trovato una profondità di rosa che promette di essere decisiva nella lunga corsa alle posizioni europee. Una Dea, insomma, che dalle difficoltà ha imparato a conoscersi davvero.
Last modified: Ottobre 12, 2025


