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Carcere di Bergamo, sovraffollamento record: diventa “un quartiere” della città

Bergamo, (martedì 14 ottobre 2025) — Il carcere di via Gleno ospita quasi il doppio dei detenuti per cui è stato progettato. Nel Consiglio comunale di lunedì 13 ottobre è stato deciso di considerarlo come un quartiere cittadino, con l’obiettivo di riportare attenzione e risorse sulla struttura.

di Paola Capitanio

Il tema delle condizioni della casa circondariale di Bergamo è tornato con forza nell’aula di Palazzo Frizzoni, dove il Consiglio comunale ha discusso ieri della situazione all’interno del penitenziario e delle gravi carenze di personale. Tutti i gruppi consiliari hanno espresso la volontà di riconoscere il carcere come una parte integrante della città, non solo simbolicamente ma anche dal punto di vista amministrativo e sociale.

Secondo i dati aggiornati, al 6 ottobre nella struttura erano presenti 605 detenuti, a fronte di una capienza massima di 315: un tasso di affollamento del 190%. Gli agenti di polizia penitenziaria sono 200, ma ne servirebbero almeno 240; gli educatori sono quattro su sei previsti, mentre i funzionari amministrativi 14 su 23. “La situazione è insostenibile — ha sottolineato la garante comunale dei detenuti, Valentina Lanfranchi — e mina la funzione rieducativa della pena”.

Fausto Gritti, presidente dell’associazione Carcere e Territorio, ha evidenziato anche l’aumento dei giovani adulti tra i detenuti, in particolare dopo il Decreto Caivano, e l’urgenza di rafforzare i percorsi di reinserimento lavorativo e abitativo.

Il Consiglio ha approvato all’unanimità due ordini del giorno: il primo, presentato da Laura Brevi (Futura-Avs-Oltre), impegna l’Amministrazione a sollecitare il Ministero della Giustizia per un incremento del personale; il secondo, proposto da Francesca Riccardi (Pd), equipara il carcere di via Gleno a un quartiere cittadino, consentendo ai consiglieri comunali di accedervi secondo modalità concordate.

La sindaca Elena Carnevali ha ribadito la volontà di mantenere un dialogo costante con la direzione dell’istituto e con le realtà sociali che vi operano, riconoscendo la necessità di un intervento immediato per evitare che il sovraffollamento comprometta la sicurezza e la funzione rieducativa del carcere.

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Last modified: Ottobre 19, 2025
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