Scritto da 5:53 am Bergamo, Cronaca, Top News

Residenti multati a Longuelo: «Sanzioni ingiuste, non ci sono parcheggi per noi»

Bergamo — Cresce il malcontento tra i residenti di via Umberto Giordano, nel quartiere Longuelo, dove nelle ultime sere sono state elevate numerose multe per divieto di sosta. Una misura formalmente corretta, ma che – secondo gli abitanti – non tiene conto della mancanza cronica di posti auto destinati a chi vive nei condomini della zona.

di Paola Capitanio

Tutto parte da una lettera inviata da un residente, che racconta come «per la seconda volta in tre giorni» molti abitanti abbiano trovato un verbale sul parabrezza. Il problema, sottolineano i cittadini, va oltre la singola sanzione: riguarda l’assenza di alternative reali. Via Giordano è infatti una strada residenziale a fondo chiuso, attraversata quasi esclusivamente da chi ci abita. Gli edifici, costruiti negli anni Settanta, dispongono raramente di parcheggi privati; gli stalli pubblici previsti per i residenti esistono ma sono troppo pochi per soddisfare le esigenze quotidiane.

La conseguenza è che una quindicina di auto sono costrette a sostare a bordo strada, una pratica che – come rilevano alcuni abitanti – non ha mai generato incidenti o intralci alla circolazione, grazie al traffico limitato. Eppure, da una settimana, la polizia locale sembra aver intensificato i controlli. «Pare sia iniziata una sorta di repressione, forse per incassare qualche multa», scrive il residente, pur riconoscendo che gli agenti stiano applicando la normativa vigente.

Rimane però irrisolta la questione centrale: dove possono parcheggiare gli abitanti della zona? Le vie limitrofe non offrono spazi sufficienti e, nei momenti di maggiore afflusso al vicino centro per tutte le età – soprattutto durante le partite di Bridge –, trovare un posto libero diventa quasi impossibile.

Il timore dei cittadini è chiaro: «Dovremo aspettarci multe tutte le sere? Dopo venticinque anni in cui non c’è mai stato un problema, ora ci sentiamo impotenti». L’appello è rivolto all’amministrazione comunale di Bergamo, chiamata a individuare una soluzione che non si limiti all’aspetto sanzionatorio, ma consideri anche le reali necessità di una comunità che chiede alternative praticabili.

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Last modified: Novembre 20, 2025
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