Bergamo, (giovedì 16 ottobre 2025) — La macchina della giustizia a Bergamo è vicina al collasso. Nei corridoi del Tribunale, dove dovrebbero lavorare 142 persone, oggi se ne contano appena 105, ma la presenza effettiva scende addirittura a 92 unità se si considerano part-time, distacchi e assenze prolungate. Un deficit del 34,7%, che rischia di paralizzare gli uffici giudiziari entro pochi mesi.
di Paola Capitanio
Il grido d’allarme arriva dai sindacati Cgil e Usb, che parlano di una situazione «insostenibile». La scadenza dei contratti del personale Pnrr, prevista per giugno 2026, rappresenta il punto di rottura: «Se non ci saranno stabilizzazioni – spiegano Antonino Scavone (Usb) e Stefania Lombardo (Cgil) – il Tribunale di Bergamo si fermerà».
Oggi gran parte delle attività si regge proprio su questi lavoratori a tempo determinato: 63 su 105 tra addetti all’Ufficio per il Processo, tecnici e operatori “data entry”. I numeri sono drammatici: mancano due terzi dei tecnici amministrativi e tre quarti degli operatori informatici.
Senza stabilizzazioni, il rischio è duplice: da un lato la paralisi degli uffici, dall’altro la dispersione delle competenze acquisite. «Molti stanno già cercando lavoro altrove – spiegano i rappresentanti sindacali – perché altre amministrazioni offrono contratti stabili. Così si vanificano anni di formazione e risorse pubbliche».
Anche gli uffici del Giudice di Pace di Bergamo e Grumello del Monte vivono la stessa emergenza, sostenuti dagli stessi pochi dipendenti. Chi resta, sottolineano i sindacati, lavora con carichi triplicati, senza indennità aggiuntive.
Le richieste sono chiare: stabilizzare il personale Pnrr, rafforzare gli organici e garantire continuità al servizio pubblico. «Bergamo non può permettersi un tribunale dimezzato – concludono Scavone e Lombardo –. La giustizia non può fermarsi».
Last modified: Ottobre 19, 2025


