Bergamo, (Sabato 13 settembre 2025) — Il malcontento degli inquilini delle case popolari di Bergamo è esploso con forza sabato 6 settembre, durante l’assemblea convocata dall’Unione Inquilini per affrontare la questione dei conguagli delle spese di riscaldamento del 2022. Centinaia di persone si sono ritrovate nel cortile del Circolino della Malpensata, denunciando aumenti considerati insostenibili e accusando Aler e Regione Lombardia di averli lasciati soli.
di Paola Capitanio
Le storie emerse dall’incontro descrivono un quadro di grande difficoltà. Mario, residente a Valtesse e padre di quattro figli – uno dei quali disabile – ha spiegato di essere l’unico percettore di reddito in famiglia: «Non so come faremo a pagare il conguaglio». Un’altra inquilina di via Moroni, pensionata, ha raccontato di come le sue spese fisse siano salite di oltre un terzo: «Con la pensione di 740 euro, tolti affitto e conguaglio, mi restano appena 340 euro al mese».
Secondo i dati forniti dall’Unione Inquilini, i rincari hanno toccato il 60% rispetto agli anni precedenti, con arretrati che variano dagli 800 ai 1.400 euro annui per famiglia. Una cifra che, per circa tremila nuclei assegnatari di alloggi Aler con riscaldamento centralizzato, rischia di trasformarsi in un debito ingestibile.
A illustrare la situazione sono intervenuti Francesco Macario, presidente dell’Unione Inquilini di Bergamo, Ezio Locatelli, ex consigliere regionale e deputato, e Giovanni Carenza, dell’Unione Inquilini di Milano. Tutti hanno puntato il dito contro le istituzioni, accusate di non aver mantenuto le promesse di contenimento degli aumenti e di non aver predisposto strumenti concreti di sostegno.
L’assemblea, partecipata da cittadini di diverse età e provenienze, ha ribadito la necessità di un’azione collettiva. Il messaggio lanciato è chiaro: senza un intervento deciso di Aler e Regione, migliaia di famiglie rischiano di scivolare in una spirale di indebitamento e precarietà abitativa.
Last modified: Settembre 15, 2025


